Masamitsu Nakaizumi, professore dell’Università di scienze e tecnologie marine di Tokyo, è stato ospite questa mattina, all’interno della sede di Ancona del Cnr-Irbim (Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine), nell’ambito del progetto Cisp, azione di sviluppo finanziato dal Flag Marche Centro. Un incontro richiesto dal rappresentante nipponico, interessato ad approfondire le tematiche dell’innovazione tecnologica nell’ambito della tracciabilità e sostenibilità della pesca.

La vivacità della discussione ha dato la misura dell’interesse del professore Nakaizumi verso le attività di ricerca e di controllo del nostro Paese che ritiene possano essere prese ad esempio per sostenere le politiche di controllo e gestione della pesca nelle acque di competenza giapponesi, che, inaspettatamente, scontano un’arretratezza in molti dei passaggi che garantisco al nostro prodotto ittico elevati standard sanitari e di qualità.

Infatti, mentre nelle acque di competenza dell’Unione europea la tracciabilità (nell’ambito del “command and control”) è una pratica di gestione consolidata e coinvolge tutta la filiera dal pescatore locale fino all’organo di controllo nazionale, in Giappone molto viene lasciato alla gestione diretta del produttore che ancora opera solo su carta con un’arbitrarietà ormai superata in ambito europeo.

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